Perugia, 12 novembre 2010 - Sono diciassette ragazzi, tutti maschi; hanno tra i 25 e i 35 anni e parlano ancora poco italiano. Ma sulle loro spalle c’è un compito importante: risollevare le sorti dell’Afghanistan a partire dal rispetto dei diritti umani. Perché nei loro volti c’è la giovane generazione del sistema giudiziario afghano. Ebbene, grazie al Ministero degli affari esteri italiano, le loro speranze di crescita ripartono dall’Università per Stranieri.